“NYsferatu”, Dracula torna in vita grazie ai disegni di Andrea Mastrovito

ROMA – Dracula e’ risorto. A riportare in vita il conte Orlok di Murnau c’ha pensato l’artista Andrea Mastrovito, ridisegnando a mano, frame per frame, il capolavoro del 1922. 35000 disegni e 3 anni di lavoro per una versione inedita del film dove i personaggi ricalcano movimenti, espressioni, gesti e costumi della versione originale, mentre tutto intorno a loro viene sostituito e trasportato nell’America contemporanea. In un incastrarsi di sfondi, nuove scene, e didascalie New York appare di volta in volta come vittima e carnefice mentre la figura folkloristica del vampiro si adatta a molteplici letture metaforiche.

La tecnica utilizzata per “NYsferatu” e’ il rotoscoping: il disegnatore ricalca i fotogrammi di scene reali girate con una telecamera, ottenendo come risultato un movimento che ricorda il “flickering” dei primi anni del cinema muto.

Il film e’ stato presentato questa mattina in anteprima per la stampa alla Festa del Cinema di Roma nella sezione Eventi Speciali. Questa sera ci sara’ la proiezione per il pubblico durante la quale verranno eseguiti alcuni brani della colonna sonora originale dal vivo. Al piano ci sara’ il compositore delle musiche del film, Simone Giuliani accompagnato dalla splendida voce della cantante siriana Bisan Toron.

Sinossi

New York, 2017: Hutter vive sereno e dimentico del mondo con la moglie Ellen, fin quando non viene inviato ad Aleppo dal suo capo, lo spietato broker immobiliare Knock, per vendere una proprietà al Conte Orlok. Giunto in Siria, Hutter conosce suo malgrado gli orrori della guerra mentre Orlok col suo carico viene imbarcato clandestinamente verso New York. Dopo un lungo e terribile viaggio entrambi arrivano in città, dove il piano dell’avido Knock comincia a prendere forma a discapito della libertà di ognuno.

Il disegno come strumento per reinventare la realta’

Ma perche’ utilizzare proprio il disegno? Alla domanda risponde direttamente l’artista bergamasco esperto in videoinstallazioni, Andrea Mastrovito, al suo esordio cinematografico con “NYsferatu”.

“Il disegno rappresenta lo strumento di passaggio dal mondo dell’idee a quello della realta’– spiega in conferenza stampa-. Oggi viviamo in un momento in cui i significati del mondo sono da reinventare. Attraverso il disegno ho reinventato l’intero film. Bisogna ripartire dalle cose essenziali e negli ultimi 15 anni, a causa della crisi, soprattutto in Italia lo stanno facendo utilizzando strumenti essenziali, come il disegno appunto”.

Il contributo musicale

Un fondamentale contributo alla realizzazione di questo film e alla riuscita dello stesso e’ venuto anche da colui che si e’ occupato della colonna sonora. Simone Giuliani, che ha creato le musiche originali della pellicola ricorda con queste parole l’esperienza di “Nysferatu”: “E’ un sogno per un compositore poter lavorare cosi liberamente. Ci sono molti personaggi interessanti nel film. Ho lavorato su di loro ma anche sul contrasto tra la Siria e New York. E’ stato importante cercare e trovare degli artisti siriani per la realizzazione dei pezzi che accompagnavano le scene ambientate ad Aleppo. Una sessione ha strumenti tipici siriani e una cantante bravissima siriana, Bisan Toron, che li accompagna. “.

NYsferatu, un prodotto non convenzionale

Ma come nasce un’opera cosi’ particolare? “NYsferatu” è stato realizzato grazie alla collaborazione tra Andrea Mastrovito e More Art, un’organizzazione No Profit con base a New York che promuove collaborazioni tra artisti internazionali e comunità locali con l’intento di creare al contempo opere di Arte Pubblica e programmi educativi.

L’intera sceneggiatura del film è stata scritta durante dei workshop a cui hanno preso parte diverse comunità di migranti. Cio’ ha fatto di “NYsferatu” un’opera capace di leggere il mondo da molteplici punti di vista, persino opposti in molti casi.

Lo stesso Nosferatu, che e’ un’idea piu’ che un personaggio, nel film parla in 5 lingue diverse, proprio perche’ cinque sono le lingue di chi principalmente ha contribuito alla realizzazione del film. Allo stesso tempo Orlok rappresenta la metafora dell’immigrato che porta con se la propria terra natia (lui la trasporta letteralmente in una bara) ma anche la minaccia dell’Isis, che con la sua ombra terrorizza una citta’ che dall’11 settembre del 2001 non si e’ mai realmente ripresa.

Accompagnano i personaggi le numerose scritte che sullo sfondo raccontano un’altra storia, fatta di citazioni ma anche di immagini e slogan che sui maxischermi di Times Square trasformano spazi pubblicitari in spazi concettuali.